Spondilolistesi sintomi diagnosi e opzioni di trattamento secondo il Dott Riccardo Parisotto
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La spondilolistesi è una condizione che interessa la colonna vertebrale e può causare dolore e limitazioni nella vita quotidiana. Comprendere i sintomi, le modalità di diagnosi e le opzioni di trattamento è fondamentale per affrontare efficacemente questo disturbo. In questo articolo, esploreremo la spondilolistesi dal punto di vista del Dott. Riccardo Parisotto, offrendo una panoramica chiara e dettagliata per chiunque desideri approfondire questo argomento.

Cos’è la spondilolistesi
La spondilolistesi si verifica quando una vertebra scivola in avanti rispetto alla vertebra sottostante. Questo spostamento può causare compressione delle radici nervose e instabilità della colonna vertebrale. La condizione può interessare diverse zone della colonna, ma è più comune nella regione lombare.
Esistono diversi tipi di spondilolistesi, classificati in base alla causa:
Spondilolistesi degenerativa: dovuta all’usura delle articolazioni e dei dischi intervertebrali, tipica dell’età avanzata.
Spondilolistesi istmica: causata da una frattura o difetto in una parte della vertebra chiamata pars interarticularis.
Spondilolistesi traumatica: conseguenza di un trauma o incidente.
Spondilolistesi patologica: dovuta a malattie ossee o tumori.
Spondilolistesi congenita: presente dalla nascita per anomalie vertebrali.
Sintomi comuni della spondilolistesi
I sintomi della spondilolistesi variano in base alla gravità dello scivolamento vertebrale e alla compressione nervosa. Alcune persone possono essere asintomatiche, mentre altre manifestano disturbi significativi.
Tra i sintomi più frequenti troviamo:
Dolore lombare: spesso il primo segnale, può essere continuo o intermittente.
Rigidità e limitazione nei movimenti: soprattutto durante la flessione o l’estensione della schiena.
Dolore irradiato agli arti inferiori: simile a una sciatica, causato dalla compressione dei nervi.
Formicolio o intorpidimento: nelle gambe o nei piedi.
Debolezza muscolare: nei casi più gravi, può compromettere la capacità di camminare o mantenere l’equilibrio.
Sensazione di instabilità: la colonna può sembrare meno stabile, soprattutto durante l’attività fisica.
Il Dott. Parisotto sottolinea che il dolore può peggiorare con l’attività fisica e migliorare con il riposo, ma ogni paziente può presentare un quadro clinico diverso.
Come si effettua la diagnosi
La diagnosi di spondilolistesi si basa su una combinazione di anamnesi, esame clinico e indagini strumentali.
Anamnesi e visita medica
Il medico raccoglie informazioni sui sintomi, la loro durata, fattori scatenanti e la storia clinica del paziente. Durante la visita, si valutano:
Mobilità della colonna vertebrale
Presenza di dolore alla palpazione
Riflessi e forza muscolare degli arti inferiori
Segni di compressione nervosa
Esami strumentali
Per confermare la diagnosi e valutare l’entità dello scivolamento vertebrale, si utilizzano:
Radiografie della colonna lombare: mostrano lo spostamento delle vertebre e la presenza di eventuali fratture o anomalie.
Risonanza magnetica (RM): utile per visualizzare i tessuti molli, i dischi intervertebrali e le radici nervose.
Tomografia computerizzata (TC): fornisce immagini dettagliate delle ossa e può essere indicata in casi complessi.
Elettromiografia (EMG): valuta la funzionalità nervosa in presenza di sintomi neurologici.

Opzioni di trattamento per la spondilolistesi
Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi, dal grado di scivolamento vertebrale e dall’impatto sulla qualità della vita. Il Dott. Parisotto consiglia un approccio personalizzato che può includere terapie conservative o interventi chirurgici.
Trattamenti conservativi
Nella maggior parte dei casi, si inizia con terapie non invasive:
Riposo e modifiche delle attività: evitare movimenti che aggravano il dolore.
Farmaci antinfiammatori e analgesici: per ridurre dolore e infiammazione.
Fisioterapia: esercizi mirati per rafforzare i muscoli della schiena e migliorare la postura.
Terapie fisiche: come la terapia manuale, la tecarterapia o l’elettrostimolazione.
Uso di corsetti ortopedici: per stabilizzare la colonna e limitare i movimenti dolorosi.
Questi trattamenti possono alleviare i sintomi e migliorare la funzionalità, soprattutto nelle fasi iniziali.
Trattamento chirurgico
Quando i sintomi sono gravi, persistenti o si verificano deficit neurologici, può essere necessario un intervento chirurgico. Le tecniche più comuni includono:
Artrodesi vertebrale: fusione di due o più vertebre per stabilizzare la colonna.
Decompressione nervosa: rimozione di parti ossee o tessuti che comprimono i nervi.
Tecniche mini-invasive: per ridurre il trauma chirurgico e accelerare il recupero.
Il Dott. Parisotto evidenzia che la scelta dell’intervento dipende da diversi fattori, come l’età, lo stato di salute generale e le aspettative del paziente.
Prevenzione e consigli pratici
Anche se non sempre è possibile prevenire la spondilolistesi, alcune abitudini possono ridurre il rischio o limitare il peggioramento:
Mantenere un peso corporeo sano per ridurre il carico sulla colonna.
Praticare regolarmente esercizi di rafforzamento e stretching per la schiena.
Evitare movimenti bruschi o sollevamenti pesanti senza tecnica corretta.
Curare tempestivamente eventuali traumi o dolori lombari.
Sottoporsi a controlli medici in caso di sintomi persistenti.
Quando rivolgersi a uno specialista
È importante consultare un medico specialista in ortopedia o neurochirurgia se si manifestano:
Dolore lombare intenso e persistente
Dolore che si irradia alle gambe con formicolio o debolezza
Difficoltà a camminare o mantenere l’equilibrio
Perdita di controllo della vescica o dell’intestino (situazione di emergenza)
Un intervento tempestivo può prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita.




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