Sintomi di ernia del disco e quando richiedere un consulto neurochirurgico
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- 5 giorni fa
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L’ernia del disco è una condizione comune che può causare dolore intenso e limitare la qualità della vita. Riconoscere i sintomi e sapere quando è necessario un consulto neurochirurgico può fare la differenza tra un trattamento efficace e complicazioni a lungo termine. Questa guida offre un quadro chiaro e pratico per chi sospetta di avere un’ernia del disco, aiutando a capire quando è il momento di rivolgersi a uno specialista.

Che cos’è l’ernia del disco
La colonna vertebrale è composta da vertebre separate da dischi intervertebrali che fungono da ammortizzatori. Un’ernia del disco si verifica quando il nucleo gelatinoso interno di un disco sporge attraverso una lacerazione nella parte esterna, comprimendo i nervi vicini. Questo può causare dolore, intorpidimento o debolezza in diverse parti del corpo, a seconda della posizione dell’ernia.
Sintomi comuni dell’ernia del disco
I sintomi variano in base alla posizione e alla gravità dell’ernia. Ecco i più frequenti:
Dolore localizzato: spesso nella zona lombare o cervicale, può essere acuto o sordo.
Irradiazione del dolore: il dolore può estendersi lungo il percorso del nervo interessato, ad esempio lungo la gamba (sciatica) o il braccio.
Intorpidimento e formicolio: sensazioni di “spilli e aghi” nelle aree innervate dal nervo compresso.
Debolezza muscolare: difficoltà a muovere o sollevare parti del corpo, come il piede o la mano.
Riduzione dei riflessi: in alcuni casi, i riflessi tendinei possono risultare diminuiti.
Questi sintomi possono comparire gradualmente o improvvisamente, spesso peggiorando con movimenti specifici come piegarsi o sollevare pesi.
Quando il dolore richiede un consulto neurochirurgico
Non tutti i casi di ernia del disco necessitano di un intervento chirurgico o di una visita neurochirurgica immediata. Tuttavia, è fondamentale riconoscere i segnali che indicano un problema serio:
Dolore intenso e persistente che non migliora con riposo, farmaci o fisioterapia dopo alcune settimane.
Perdita di forza significativa in gambe o braccia che limita la capacità di camminare o svolgere attività quotidiane.
Disturbi della sensibilità gravi, come intorpidimento diffuso o perdita di sensibilità in aree estese.
Problemi di controllo della vescica o dell’intestino, come incontinenza o difficoltà a urinare, che possono indicare una compressione nervosa grave (sindrome della cauda equina).
Peggioramento rapido dei sintomi, con aumento della debolezza o del dolore in pochi giorni.
In presenza di uno o più di questi segnali, è necessario consultare un neurochirurgo per una valutazione approfondita e per discutere le opzioni di trattamento.
Diagnosi e accertamenti
Il neurochirurgo utilizzerà diversi strumenti per confermare la diagnosi:
Esame clinico: valutazione della forza muscolare, dei riflessi e della sensibilità.
Risonanza magnetica (RM): esame fondamentale per visualizzare l’ernia e la compressione nervosa.
Radiografie: per escludere altre cause di dolore vertebrale.
Elettromiografia (EMG): per valutare la funzionalità dei nervi coinvolti.
Questi esami aiutano a definire la gravità dell’ernia e a pianificare il trattamento più adatto.

Trattamenti disponibili
Il trattamento dell’ernia del disco può essere conservativo o chirurgico, a seconda della gravità e della risposta ai primi interventi.
Trattamento conservativo
Riposo e modifiche delle attività: evitare movimenti che aggravano il dolore.
Farmaci: antinfiammatori, analgesici e miorilassanti per controllare il dolore e l’infiammazione.
Fisioterapia: esercizi specifici per rafforzare i muscoli della schiena e migliorare la postura.
Infiltrazioni: iniezioni di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione locale.
La maggior parte dei pazienti migliora con questi approcci entro 6-8 settimane.
Trattamento chirurgico
La chirurgia è indicata quando:
I sintomi non migliorano con il trattamento conservativo.
Si presentano segni di compressione nervosa grave.
Ci sono deficit neurologici progressivi.
Gli interventi più comuni sono:
Discectomia: rimozione della parte erniata del disco per liberare il nervo.
Laminectomia: rimozione di una piccola porzione di vertebra per aumentare lo spazio per i nervi.
Interventi mini-invasivi: tecniche che riducono il trauma chirurgico e accelerano il recupero.
Il neurochirurgo valuterà il tipo di intervento più adatto in base al caso specifico.
Come prevenire l’ernia del disco
Prevenire l’ernia del disco significa prendersi cura della colonna vertebrale con semplici abitudini quotidiane:
Mantenere una postura corretta, soprattutto durante il lavoro al computer o in piedi.
Evitare di sollevare pesi in modo scorretto, piegando le ginocchia e non la schiena.
Fare esercizio fisico regolare per rafforzare i muscoli della schiena e migliorare la flessibilità.
Mantenere un peso corporeo sano per ridurre lo stress sulla colonna vertebrale.
Evitare il fumo, che può compromettere la salute dei dischi intervertebrali.
Quando rivolgersi al medico di base e quando al neurochirurgo
Se si avvertono sintomi lievi come dolore localizzato o formicolio, il primo passo è consultare il medico di base. Questo potrà prescrivere esami iniziali e indicare un percorso di fisioterapia o farmaci.
Se i sintomi persistono o peggiorano, o se compaiono segni di compressione nervosa grave, è necessario un consulto neurochirurgico. Il neurochirurgo potrà eseguire esami più approfonditi e proporre un trattamento specifico.




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