Neurinoma dell'acustico: tumore benigno del nervo, diagnosi e quando operare
- 28 mag
- Tempo di lettura: 4 min
Il neurinoma acustico, noto anche come schwannoma vestibolare, è un tumore benigno che si sviluppa sul nervo acustico, il nervo che collega l'orecchio al cervello. Spesso la diagnosi avviene in modo casuale, durante esami per altri motivi, e questo può generare ansia e preoccupazione, soprattutto per la possibile perdita dell'udito. In questo articolo, voglio rassicurarvi e spiegare con chiarezza cosa significa avere un neurinoma acustico, come si diagnostica, quando è necessario intervenire chirurgicamente e quali sono le tecniche che permettono di preservare l’udito.
Cos’è il neurinoma acustico
Il neurinoma acustico è un tumore benigno che nasce dalle cellule di Schwann, che rivestono il nervo acustico. Questo nervo è fondamentale per l’udito e l’equilibrio, poiché trasmette al cervello i segnali provenienti dall’orecchio interno. Il tumore cresce lentamente e, nella maggior parte dei casi, non è cancerogeno né pericoloso per la vita.
Il fatto che sia benigno significa che non invade i tessuti circostanti in modo aggressivo e non si diffonde ad altre parti del corpo. Questo è un aspetto molto importante da sottolineare per chi riceve questa diagnosi: il neurinoma acustico non è un cancro e non rappresenta una minaccia immediata.
Prevalenza del neurinoma acustico
Il neurinoma acustico è più comune di quanto si pensi. Si stima che colpisca circa 1 persona su 100.000 ogni anno, ma con l’aumento delle tecniche diagnostiche, come la risonanza magnetica, sempre più casi vengono scoperti in modo casuale, spesso in persone asintomatiche.
Questo tumore si manifesta prevalentemente tra i 40 e i 70 anni, proprio nella fascia d’età in cui molti pazienti si trovano a fare controlli medici più approfonditi. La diagnosi precoce è quindi frequente e, per fortuna, spesso non richiede un intervento immediato.
Sintomi del neurinoma acustico
Molti pazienti con neurinoma acustico non presentano sintomi evidenti. Quando il tumore è piccolo, può non causare alcun disturbo. In altri casi, i sintomi più comuni includono:
Perdita dell’udito: spesso lieve e progressiva, può interessare un solo orecchio.
Acufeni: rumori o fischi nell’orecchio.
Problemi di equilibrio: sensazione di instabilità o vertigini.
Intorpidimento o formicolio: in alcune zone del viso, se il tumore preme su nervi vicini.
È importante ricordare che questi sintomi possono essere causati anche da altre condizioni meno gravi. Per questo motivo, la diagnosi deve essere sempre confermata da esami specifici come la risonanza magnetica.

Immagine: Vista laterale di una risonanza magnetica che mostra un neurinoma acustico.
Quando monitorare e quando operare
La gestione del neurinoma acustico dipende da diversi fattori: dimensioni del tumore, sintomi, età e condizioni generali del paziente. In molti casi, soprattutto se il tumore è piccolo e asintomatico, si preferisce un approccio di monitoraggio attivo. Questo significa eseguire controlli periodici con risonanza magnetica per verificare che il tumore non cresca o non provochi nuovi sintomi.
L’intervento chirurgico diventa necessario quando:
Il tumore cresce rapidamente.
I sintomi peggiorano, in particolare la perdita dell’udito o problemi di equilibrio.
Il tumore raggiunge dimensioni tali da comprimere strutture nervose o cerebrali vicine.
In questi casi, l’obiettivo è rimuovere il tumore preservando il più possibile le funzioni nervose, soprattutto l’udito.
Tecniche di asportazione che preservano l’udito
Negli ultimi anni, la chirurgia del neurinoma acustico ha fatto grandi passi avanti. Oggi esistono tecniche che permettono di asportare il tumore mantenendo l’udito in molti pazienti.
Le principali tecniche chirurgiche sono:
Approccio retrosigmoideo: consente di accedere al tumore preservando il nervo uditivo. È indicato per tumori di dimensioni medio-piccole.
Approccio translabirintico: utilizzato per tumori più grandi o quando l’udito è già compromesso. In questo caso, purtroppo, l’udito viene sacrificato.
Approccio middle fossa: indicato per tumori molto piccoli con udito ancora buono, permette di preservare l’udito in una buona percentuale di casi.
La scelta della tecnica dipende da molti fattori, tra cui la dimensione e la posizione del tumore, e viene sempre personalizzata per ogni paziente.

Immagine: Vista frontale di sala operatoria durante intervento di asportazione neurinoma acustico.
Risultati funzionali e rischio di ricaduta
L’obiettivo principale della chirurgia è rimuovere il tumore senza compromettere le funzioni nervose. In molti casi, grazie alle tecniche moderne, è possibile conservare l’udito e l’equilibrio.
Il rischio di recidiva è basso, soprattutto se il tumore viene rimosso completamente. Nei casi in cui si lascia una piccola parte di tumore per preservare i nervi, si continua il monitoraggio con controlli periodici.
È importante sottolineare che la qualità della vita dopo l’intervento è generalmente buona. La maggior parte dei pazienti torna alle proprie attività quotidiane senza problemi significativi.
Un esempio di tecnologia avanzata per la diagnosi e il trattamento
Per garantire la migliore assistenza, utilizziamo tecnologie all’avanguardia come la risonanza magnetica ad alta risoluzione e la neuronavigazione intraoperatoria. Questi strumenti permettono di pianificare con precisione l’intervento e di ridurre i rischi.
Inoltre, per i pazienti che necessitano di un intervento, collaboriamo con centri specializzati che offrono tecniche di chirurgia cranica minimamente invasiva, migliorando il recupero post-operatorio.
Conclusione
Il neurinoma acustico è un tumore benigno che, se diagnosticato precocemente, può essere gestito con successo. La maggior parte dei pazienti non deve temere una perdita totale dell’udito o complicazioni gravi. La scelta tra monitoraggio e intervento chirurgico viene fatta con attenzione, valutando ogni caso singolarmente.
Se avete ricevuto questa diagnosi, vi invito a non allarmarvi e a rivolgervi a specialisti esperti che possano guidarvi nel percorso più adatto a voi. La chirurgia moderna offre soluzioni efficaci e sicure, con ottime possibilità di preservare l’udito e la qualità della vita.
Per approfondire o prenotare una visita specialistica, potete consultare il sito del Dott. Riccardo Parisotto, specialista in chirurgia cranica a Torino, che da anni si dedica con passione e competenza a queste patologie.
Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico specialistico. Per qualsiasi dubbio o sintomo, consultate sempre un professionista qualificato.




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